January 19, 2008

湯豆腐。Le buonizie di Capodanno a Kyoto: yudofu

Durante il mio ultimo viaggio in Giappone ho avuto la fortuna di assaporare tante prelibatezze, alcune delle quali preparate solo nel periodo di Capodanno (per esempio お節料理 "osechi ryori", che potete ammirare sul blog di Ciami Ciami). Incredibile la cura con cui vengono realizzate queste piccole delizie, spesso decorate con erbe e fiorellini minuscoli. Indimenticabile il bocconcino di karasumi (bottarga giapponese) decorato con sottilissime scagliette d'oro puro.

Al primo posto della mia personalissima classifica metto però una pietanza molto semplice che ho assaporato il primo giorno dell'anno: "yudofu". Si tratta di tofu bianco stufato con verdure e alga konbu, che si mangia scolato in una ciotola contenente una salsa speciale e accompagnato da diversi contorni, tra i quali 黒豆 fagioli neri e くわい "kuwai", un piccolo tubero dal sapore simile alla castagna e riso bianco.


Complice una giornata particolarmente gelida e la mattinata trascorsa a spasso per i templi, è per me impossibile dimenticare l'insieme di sensazioni provate all'interno del ristorante di Yudofu 西源院. Affacciato su uno splendido e silenzioso giardino giapponese, che si può rimirare grazie a un sistema di vetrate scorrevoli, sarà per me d'ora in poi una tappa fissa in ogni mia visita dell'antica Capitale.

January 15, 2008

鎖樋。La catena della pioggia.


Grazie all'originale richiesta di un caro amico architetto, durante il mio ultimo viaggio in Giappone ho scoperto l'esistenza di un oggetto tanto antico quanto funzionale, facente parte della tradizione architettonica giapponese. Si tratta della 鎖樋 kusari-doi (catena della pioggia), che in Giappone viene usata in sostituzione dell'antiestetico tubo di scorrimento dell'acqua piovana da centinaia di anni, sia nelle case che nei templi.

Una fila di coppette floreali, ma anche di anelli concentrici incatenati tra loro, pende dalla grondaia del tetto incanalando dolcemente l'acqua piovana, raccolta alla base in larghe coppe di pietra.
Nella mia terrazza sarebbe una vera rarità. Quasi quasi... ^^

January 05, 2008

皆さん、明けましておめでとうございます。今年もよろしくお願い致します。


Cosa c'è di più bello del trascorrere il Capodanno in Giappone? Semplice: trascorrere il Capodanno in Giappone con le persone care ^^
Per dieci giorni sono stata accompagnata, coccolata, viziata e guidata nel meraviglioso Paese del Sol Levante, anche stavolta con la precisa sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto.
Tokyo, Kyoto, Himeji, Osaka, Kobe. Queste le città che ho visitato in questo breve ma intensissimo lasso di tempo, alcune di esse per la prima volta, munita di Japan Rail Pass e Onitsuka Tiger Snow Heaven 72...
La mia Tokyo è sempre più bella, e anche questa volta mi ha accolto con un sole splendido e un cielo azzurro da levare il fiato. Il sorriso caldo degli amici di sempre, le risate di cuore e la bontà dei cibi preparati con cura e arte. L'atmosfera elettrica di fine anno, le splendide decorazioni per le strade e nelle case, quell'energia sotto la pelle che ti fa svegliare al mattino con una marcia in più.
L'aria frizzante sul mio viso, accarezzato dai dispettosi raggi di sole, il silenzio delle passeggiate tra i templi maestosi e il tepore e il profumo di mille sapori tra le labbra. Questa è la mia Kyoto, che solo un anno e mezzo fa mi salutò con un abbraccio caldo e afoso. Anche questa volta mi ha accolto allegra, soleggiata e frizzante, rivelando senza indugio il suo lato maestoso mentre passeggiavo tra le sue meraviglie senza tempo. Le mani congelate sotto i guanti e il tepore del futon, il fruscio delle foglie e lo scorrere dell'acqua cristallina, la sorpresa dei sapori che carezzano il palato e inebriano i sensi. I primi, solenni rintocchi della Campana di fine anno, che squarciano il silenzio e riecheggiano nell'anima.
La solare e festosa accoglienza di Himeji, con il suo candido castello ricco di scorci magici e racconti misteriosi. Lo stupore alla vista dei primi fiori di ciliegio dell'anno, 寒桜 kanzakura, che fanno capolino tra i rami delicati e che a marzo daranno il cambio a quelli ben più maestosi del parco sotto al Castello.
Il traffico lento a bordo di una Toyota Prado, la corsa sul treno e all'improvviso un tripudio di colori, suoni e profumi. Cara la mia Osaka, piacere di conoscerti. Finalmente vera e palpabile, immaginata mille volte attraverso i racconti appassionati degli amici e le fitte righe della mia Guida Mondadori. Sapori incredibili che si sciolgono lentamente, fiumi di sake e tante parole nuove da imparare. I primi acquisti con i saldi nella spettacolare Nanba e lo stile preciso di Umeda, che saluto divertita cantando a squarciagola con i miei splendidi amici.
Alle 8 del mattino Kobe è ancora addormentata, mi arrampico tra le sue stradine osservando le numerose insegne di stile europeo e godendo di quell'atmosfera internazionale che solo poche città al mondo sanno rivelare. Le vetrine piano piano si animano e la vita commerciale proprio da oggi ricomincia il suo ritmo usuale. Salgo sullo Shinkansen armata di bento e saluto la mia I-chan con il cuore gonfio. Ti aspetto presto!
È bello rientrare a Tokyo. Ed è ancora più bello rientrare a casa. La valigia pesante, sempre piena di regali e mille cose da rivedere con emozione. Trascorro gli ultimi due giorni con serenità, nel mio incredibilmente naturale territorio, con la meravigliosa certezza che è qui che voglio vivere. Attendo pazientemente il mio destino.

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