February 20, 2008

カズクラの大切な苔。Il mio prezioso muschio ^^


I veri esperti di giardinaggio sanno che non dovrei andarne troppo fiera (soprattutto con esposizione a sud... vero Cosimotrombetta?), ma sapete che nella mia terrazza sono presenti ben 3 delle 23.000 specie di piante pioniere terrestri, appartenenti alla famiglia delle Briofite (Bryophyta), comunemente conosciute come... muschio? ^^

Durante il mio ultimo viaggio in Giappone mi sono finalmente recata in visita al 銀閣寺Ginkaku-ji. Tra le meraviglie di questo Tempio possiamo ammirare una particolarissima esposizione di muschi, presenti nello stesso giardino, simpaticamente definiti "gli abitanti del Ginkaku-ji".

Questi muschi sono divisi in tre gruppi, a loro volta suddivisi in base alle specie:

とても邪魔な苔 (muschio veramente fastidioso)


ちょっと邪魔な苔 (muschio un pò "di troppo")


e 大切な苔 (muschio molto importante).


Vi garantisco che visti da vicino sono tutti molto belli e, se fosse stato possibile, ne avrei rubato un ciuffetto da riportare a casa... Per il momento mi accontento delle 3 specie cresciute spontaneamente in territorio sardo, ovvero nella mia terrazza :)

February 17, 2008

走り、叩き、舞う。富士の山鬼太鼓座の挑戦は続きます。Running, Beating, and Dancing on the earth.


Con scatto felino, stavolta mi sono accaparrata un po' di biglietti per l'evento dell'anno: il concerto degli 鬼太鼓座 Ondekoza (i Percussionisti del Diavolo), che si terrà mercoledì 27 Febbraio alle ore 21, presso l'Auditorium Parco della Musica a Roma.

Musica e danza si fondono al ritmo del taiko (il tamburo anticamente usato in battaglia e ora parte integrante della musica classica e folkloristica giapponese), magistralmente percossi da un ensemble di musicisti "runners".
Gli Ondekoza attraversano il Pianeta per raccontare il loro progetto, nato nel 1969 sull'Isola di Sado dalla mente di Tagayasu Den che, partendo dalla riscoperta della musica tradizionale giapponese, trasformò una performance prettamente folkloristica in uno spettacolo senza precedenti. Per un assaggio, cliccate qui.

February 01, 2008

イタリア人とおしゃべり。Gli italiani amano la conversazione.

In Giappone si possono passare intere giornate addirittura senza scambiare parola con nessuno. I distributori automatici sono ovunque, e sui treni e nei luoghi pubblici nessuno osa importunare i vicini di posto per commentare i fatti recenti o per parlare del più e del meno. Durante i miei viaggi in Shinkansen, nonostante abbia sicuramente incuriosito i vicini di posto con le mie scartoffie piene di kanji, nessuno ha mai osato chiedere il motivo del mio studio o qualsiasi altra informazione.

In Italia, invece, non è difficile che tra i viaggiatori seduti nello stesso scompartimento di un treno nasca una - anche se pur breve conversazione. Come è facile che al mercato, mentre si acquista la frutta e la verdura, si scambino due parole sul tempo o sull'aumento dei prezzi; oppure al supermercato, con il cassiere tifoso si può commentare la partita della sera prima o l'ennesima caduta del governo.

Con queste osservazioni, io e le mie amiche giapponesi ci siamo intrattenute durante l'ultimo viaggio fuori porta, interrotte continuamente dalla nonnina napoletana seduta accanto a noi che voleva sapere tutto: di cosa parlavamo, il motivo del viaggio, che cos'era quel piccolo computer portatile dove cercavamo le parole, ecc. Ogni nostra risposta era per lei una piccola gioia, che si trasformava subito nell'occasione per dirci qualcosa di lei e del suo viaggio.



Una volta arrivate a Orvieto, la nostra attenzione è stata rapita dalla meravigliosa combinazione tra l'antica civiltà etrusca e la successiva colonizzazione ecclesiastica. Una rocca che si staglia tra le morbide colline, con i suoi inconfondibili profili incorniciati da un improvviso cielo azzurro (a Roma il cielo era plumbeo).
Da tanti anni non visitavo l'imponente Duomo, con le sue colonne attorcigliate e le splendide, minuziose decorazioni che ricoprono la facciata. Ben diversa la sensazione all'interno, dove si respira un'aria solenne mentre i passi riecheggiano per l'immensità della sobria navata.


QVOD NATVRA MVNIMENTO INVIDERAT INDVSTRIA ADIECIT.
Ciò che la natura nega, si ottiene con l'ingegno.


Incredibile capolavoro di ingegno anche il Pozzo di San Patrizio, edificato su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane per approvvigionare la rocca in caso di assedio.
Terminato nel 1537, il pozzo è profondo circa 62 metri e, al suo interno, sono state realizzate due scalinate a doppia elica sovrapposte, così progettate per rendere più agevole il trasporto dell'acqua.

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