March 11, 2011

Ultima parte.

Apriamo con cautela la porta blindata. Premo l'interruttore e la luce si accende.

I quadri alle pareti sono sottosopra, e i lati del parquet ricoperti da polvere bianca.

Levo le scarpe e salgo il gradino del genkan. Le porte sono tutte chiuse, come quando partiamo per un viaggio. Ci buttiamo per terra stremati, ma in pochi secondi siamo di nuovo in piedi. Apro subito la porta scorrevole della cucina.
I cassetti sono tutti aperti e la salsa di soia sanguina giù per lo sportello del frigorifero.
Tutti i mobili sospesi sono miracolosamente rimasti chiusi: i bicchieri di cristallo, i piatti e tutte le stoviglie sono salvi. Stessa sorte per la libreria e la tv: sembra che le scosse si siano sviluppate longitudinalmente, e tutti i mobili disposti orizzontalmente non sono caduti.

Non si può dire lo stesso per le pareti. In diversi punti il muro è divelto, e quasi tutte le porte sono fuori asse. Gli angoli della casa sono tutti lacerati, la trave del soffitto si è staccata dalla parete esterna. Le finestre della living e della camera da letto sono aperte, sebbene fossero chiuse dall'interno con una maniglia a rotazione. Evidentemente le violente vibrazioni hanno fatto ruotare la leva e i pannelli di vetro si sono aperti.

Diversi oggetti sono caduti, alcuni si sono frantumati. Pazienza, mi armo di guanti e raccolgo un po' di cocci. Il gas è fuori uso ma abbiamo la luce, e l'acqua scorre. Riporto il frigorifero al suo biancore, raccolgo come posso la polvere bianca dal corridoio e dalla camera da letto.

Mio marito nel frattempo ha acceso la tv e stappato una bottiglia di Bordeaux. Mi versa da bere. Ho ancora il cappotto e la sciarpa, mi accascio sulla sedia. Non sento più le gambe.
Apprendo solo ora la furia del terremoto, 9.0 gradi della scala Richter. Il Nord Est del Giappone è dilaniato dallo tsunami. Le vittime si contano a centinaia.

Noi siamo salvi, siamo a casa. E in qualche modo faremo.

La notte passa velocemente, in uno stato di semi-coscienza. Ci sono scosse ogni 5, 10 minuti. Il palazzo ondeggia incessantemente. Una nuova forte scossa alle 4 del mattino mi costringe a svegliare mio marito. Lo specchio sbatte per la parete ma rimane appeso dov'è. In pochi secondi l'urto si affievolisce, e noi ritorniamo nel nostro limbo.

Alle prime luci dell'alba ci alziamo e prepariamo il caffè con un fornellino da campeggio.
Mangio con gusto i savoiardi morbidissimi ricevuti appena due giorni prima da mio fratellino.
Il sole splende magnifico in un cielo azzurro primaverile, mentre il pavimento ondeggia.
Riviviamo increduli le ultime ventiquattro ore e cominciamo a contattare i nostri familiari, finalmente i telefonini funzionano.

Oggi, a due giorni dal disastro, le scosse non sembrano cessare. Sembra che il sisma si stia spostando a sud ovest.
Per strada, nei negozi, in casa, ovunque la terra trema. Mi fa male la testa e un senso di nausea non mi lascia. Ho il terremoto dentro.
Nella nostra città sono esplosi diversi condotti, da questa mattina è stata interrotta la distribuzione dell'acqua. Una nave cisterna sta distribuendo 300 tonnellate d'acqua ai punti di emergenza della zona. Per il momento andiamo avanti con la scorta del nostro tank.

Stamattina abbiamo fatto un piccolo sopralluogo a Tokyo Disneyland, a poche centinaia di metri da casa nostra. Lo scenario è abbastanza sconvolgente. Sembra che la terra sottostante sia esplosa, spaccando interi lastricati; tutte le sopraelevate sono state "espulse" dal terreno fino a un metro di altezza. Ci vorranno mesi per riparare l'immenso danno.

12 comments:

  1. cavolo ne avete avuti di danni.
    Mi dispiace...
    Qui per fortuna non e` successo nulla casa mia era totalmente a posto (la roba per terra e il casino perenne ci sono sempre stati) incredibile pero una cosa, il mobiletto altro dell` ikea (alto 180 largo 60cm e profondo solo 30) non e` caduto contro ogni legge della fisica che culo

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  2. Mi dispiace così tanto...è una vera tragedia, meno male che state bene.

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  3. Mi sono commossa. Non riesco a dire altro. Ti mando un abbraccio forte. Silvana

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  4. Mi sono commossa. Non riesco a dire altro. Ti abbraccio forte. Silvana

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  5. ho i brividi..
    è una tragedia incredibile.
    mi raccomando tienici aggiornate con il tuo blog!
    un abbraccio

    PS: mi sono permessa di segnalare il tuo blog nel mio.

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  6. I am with you even if not physically, I hope it may be comforting, I really have no words ... I urge you, stay safe and sound ... God help you!

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  7. Ciao Kazu,
    un abbraccio forte e tanta stima per questo presenza e questo sangue freddo che avete avuto voi, ma anche tutto il Giappone, travolto in questo grande disastro.
    Forza e coraggio.

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  8. Claudia, ti sono vicina e lo sai... anche se non ci siamo mai incontrate lo hanno fatto i nostri cuori. Io aggiungo una preghiera al giorno per tutti quelli che "conosco" e vivono in Giappone e tu sei la prima che mi viene in mente ogni volta.
    Un abbraccio fortissimo. Ganbatte!!

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  9. Fabia da Torino16 March 2011 at 22:08

    Mi dispiace, mi dispiace tantissimo per quello che è successo. Posso solo immaginare quanto sia duro affrontare tutto questo ... per quello che può valere: vi penso, vi sono vicina con il cuore e continuerò a leggere il tuo blog aspettando ogni giorno notizie migliori. Vi abbraccio forte!

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  10. Dispiaciuta per quello che vi è successo. Felice che stiate bene. E di avervi trovato in questo blog, che non conoscevo. In boacca al lupo.

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