May 18, 2007

私の家。Casa dolce casa.


ローマに引っ越ししてから、住所を何回も変えて、だいたい家具付きアパートに住んでいました。でも、2年間前から私の要求を完璧に満たしている家に住んでいます。
部屋が広いし、キッチンコーナーもあるし、地下鉄駅は歩いて5分しかかからないんです。その上、家の近くにきれいな店がたくさんあります。
でも、一番好きなのは家の広いテラスです。毎朝外に出て、友達がくれたウンブリア地方のデルタ町で生産した食器でゆっくり朝食をした後で、涼しい空気を吸いながらガーデンの様子をチェックをしたり、落ちた葉を掃いたりしています。
この家に住んでいるのおかげで、わたしの暮らし方は本当に進歩したと思います。

Da quando vivo a Roma ho cambiato diverse case, fortunatamente abitando sempre in appartamenti ben arredati e abbastanza curati. Da due anni, però, ho la fortuna di vivere nella casina che meglio risponde alle mie esigenze abitative: un attichetto sui tetti di Roma.
La casina è spaziosa e ben fornita, inoltre dista dalla stazione metro solo 5 minuti a piedi; nei dintorni ci sono anche diversi bei negozi.
La cosa che più mi piace è il grande terrazzo. Tutte le mattine, dopo aver fatto colazione con calma usando le bellissime terrecotte artigianali di Deruta (Umbria) ricevute in dono dalla mia cara amica Fabichan, controllo "la situazione piante" e raccolgo le foglie secche, respirando l'aria fresca del mattino e ascoltando i miei amici uccellini.
Sembrerà insignificante ma, anche questo, ha contribuito al miglioramento della mia vita :)

May 04, 2007

イタリア人とパスタ。Gli italiani e la pasta.



現在のイタリア人の食生活は戦後より深く変わりました。一人当たりの収入はだんだん増加して、毎日の消費する食料も増えました。その結果、今の一日のカロリー必要量は400カロリー以上増えました。特に動物性の食品、つまり卵や魚や牛肉や乳製品などの使用が増えました。
小 麦からできた食品なら、いままでのように使われていて、パスタとパンとピザが一番食べられている食品です。ところで、世界中のパスタの生産すると同時に消 費するは、もちろん、イタリアです。一年に一人当たり消費するパスタの量は28キロくらいです。このデータに対して、アメリカ人のパスタの消費量は6キロ しかありません。その次はドイツとフランスとスペインです。
最近、日本人もパスタが好きになりました。東京にイタリアレストランは400ぐらいあって、その上パスタは毎日の食生活に入りました。健康の食品の中にお米と小麦から食品があるので、イタリア人も日本人も毎日の食生活を見直しました。

Durante un tranquillo pomeriggio domenicale, davanti a una bella tazza fumante di ocha, con la mia cara amica Trilly (ricercatrice e sviluppatrice di food) ci è venuto in mente di cercare su internet in che modo si sono modificate le abitudini alimentari degli italiani negli ultimi decenni. Ne è venuta fuori una piccola e, spero interessante, ricerca.

L'alimentazione degli italiani si è profondamente modificata negli ultimi decenni, a cominciare dal periodo in cui il nostro Paese usciva dalle gravi restrizioni della guerra e del dopoguerra a periodi in cui il livello di reddito pro-capite (e quindi di benessere) è andato via via aumentando, per giungere fino ai nostri giorni.
Caratteristica fondamentale è stato il generalizzato aumento della gran parte dei nostri consumi alimentari (che ci ha portato ad assumere ogni giorno in media 400 k/cal in più rispetto a quanto raccomandato), con rilievo particolare per i grassi. Sono aumentati soprattutto i consumi di prodotti di origine animale, tra questi principalmente le carni, specialmente quella bovina, di pesce fresco nonchè di latte e suoi derivati e di uova.
Anche se in modo moderato, il consumo dei cereali ha subito un incremento costante a testimonianza della loro quotidiana presenza nelle abitudini alimentari italiane. In particolare sotto forma dei suoi principali derivati, quali il pane (inclusa la pizza) e la pasta, alimenti che che tutt'oggi rappresentano la cucina italiana nel mondo.
L'Italia è attualmente il maggiore produttore e allo stesso tempo consumatore di pasta al mondo. Il consumo pro-capite è di 28 kg all'anno, davanti agli Stati Uniti che registrano un valore di 9 kg all'anno. Per far fronte a questi ingenti volumi, i produttori italiani importano dall'estero circa il 30% dei grani (Stati Uniti, Australia, Grecia, Spagna...) che verranno poi trasformati in semole di grano duro dai mulini locali.
Dell'intera produzione, che attualmente ammonta a circa 3 milioni di tonnellate l'anno, circa il 60% è destinato al consumo nazionale. Tra i Paesi importatori di pasta italiana, la Germania ha strappato agli USA il primato con il 16,2%, contro il 14,9% americano. La Francia si attesta al 12,9%, la Gran Bretagna è all' 11% e il Giappone sale al 5,5%, dato di assoluto rilievo che testimonia l'espansione del mercato della pasta oltre i confini geografici e culturali. Per esempio, a Tokyo 500 ristoranti di prestigio fanno cucina italiana, e altri 400 tra Osaka e Kyoto. In Italia, nell'ultimo decennio, possiamo osservare un'apertura verso la cucina etnica internazionale, che trova però una forte resistenza nei consumi domestici, nei quali la fanno da padrone i piatti fortemente legati alla tradizione culinaria italiana, in primis la pasta, nelle sue molteplici forme, colori e profumi.

Confesso di essere un'italiana atipica e di non amare molto la pasta, ma dopo aver completato questa indagine mi è venuta voglia di un bel piatto di spaghetti!!! *^__^*

May 03, 2007

Caccia alle Balene. Problema ambientale o conflitto di interessi?


Recentemente mi è capitato di leggere diversi articoli di giornali che, nel disapprovare fermamente la caccia alla balena, identificano i giapponesi come i maggiori responsabili di questo disastro ambientale, corredando il tutto di filmati e foto decisamente raccapriccianti. In particolare, sul sito di Greenpeace, leggo questo: "Il governo giapponese dovrebbe investire meglio il denaro dei contribuenti: il 95 per cento dei giapponesi non ha mai mangiato carne di balena. Questa carne ha così poco mercato che resta invenduta nei magazzini, viene usata per preparare cibo per cani o addirittura finisce in discarica".
Così, presa dallo sconforto, mi sono messa a chiedere ai miei amici nipponici (coetanei, ma anche ai miei insegnanti) per quale motivo il commercio di carne di balena sia per loro così importante da mettersi addirittura tutto il mondo contro.
Le risposte sono state davvero interessanti. Nessuno di loro, infatti, come confermano i dati di Greenpeace, ha mai mangiato nella propria vita carne di balena, tantomeno ne fa un uso abituale. Non solo, più o meno tutti hanno definito questo alimento come qualcosa di molto costoso che viene servito in pochissimi ristoranti del Giappone, nonostante fosse in passato il "piatto dei poveri", invece oggi richiesto da esigenti estimatori e ormai parte di un'antica tradizione destinata probabilmente a scomparire. Vi confesso che la cosa mi ha quindi messo addosso non pochi dubbi, e ho così deciso di fare un po' di ricerche per chiarirmi le idee.

La caccia alla balena compare intorno al IX secolo in Norvegia, Francia e Spagna, verso il XII secolo anche nel Paese del Sol Levante. Forse non tutti sanno che, in seguito al diffondersi del Buddismo, dal V secolo d.C. in Giappone il consumo di carne è andato gradualmente scomparendo. Per questo motivo, nei secoli a venire, l'indispensabile apporto di proteine viene ricercato nelle risorse naturali alternative, quali i legumi e il pesce. I Giapponesi iniziano così a praticare la caccia ai cetacei nei propri mari e, nei secoli, a differenza degli altri Paesi "carnivori" più orientati all'allevamento e allo sfruttamento del bestiame, portano avanti la tradizione affinando le loro tecniche e adattandole poi nel XIX secolo a quelle dei maestri Norvegesi.

Dal XVIII secolo anche gli americani e gli inglesi iniziano a praticare la caccia alla balena ma, a differenza dei Giapponesi, non per approvvigionarsi di preziose proteine ma per estrarne soltanto il grasso, risorsa chiave per la produzione energetica.
È quindi nello scorso secolo che avviene il danno più grave nei confronti dei cetacei, sfruttati e quasi sterminati per illuminare le strade e, in generale, alimentare l'energia elettrica dell'intero Pianeta, soprattutto occidentale. Le tecniche sempre più evolute e l'avvento del cosiddetto Olimpic System (che dettava limiti di tempo ma non quantitativi e semplici obblighi di censimento dei cetacei cacciati) portano la situazione a degenerare fino alla necessaria istituzione dell'International Whaling Commission (ICW) nel 1946, che impone finalmente severe restrizioni nella pratica. Felicemente supportati dalla scoperta di giacimenti petroliferi in casa propria e non certo per un senso di colpa nei confronti del Pianeta, gli Stati Uniti saranno i primi a cessare definitivamente la caccia.
Negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale, il Giappone chiede e ottiene la riapertura della caccia alla balena per alleviare la pesante crisi alimentare post bellica, in quanto sua preziosa ed economica risorsa alimentare da secoli. In seguito, il notevole miglioramento economico e la conseguente "occidentalizzazione", portano il Giappone al progressivo reinserimento delle proteine animali, oggi parte integrante (anche se non determinante) dell'alimentazione quotidiana.
Cessato totalmente l'utilizzo del grasso di balena come combustibile, negli anni la caccia si ridimensiona notevolmente ma si trova ad affrontare le conseguenze di un vero e proprio disastro ambientale. Nel 1982 la prima, blanda moratoria contro la caccia alle balene e nel 1986 il vero divieto di caccia, nonostante il quale Paesi come Norvegia, Islanda, Russia e Corea, seppur notevolmente ridimensionata, continuano la loro attività.

Nel 1994 i membri della IWC hanno approvato l'istituzione del Southern Ocean Whale Sanctuary, che copre un'area di 50 milioni di chilometri quadrati intorno all'Antartide. La riserva è stata progettata per proteggere un'area di alimentazione particolarmente critica per sette specie di grandi balene ma, paradossalmente, le stesse regole della IWC consentono la caccia alle balene in qualsiasi numero di esemplari purché siano "a scopo di ricerca scientifica"... È chiaro quindi che la stessa organizzazione perde di credibilità agli occhi del mondo usando due pesi e due misure a seconda del ritorno economico legato all'industria baleniera (che, secondo i dati gentilmente forniti dal mio caro amico Marco, si aggira attualmente intorno ai 50 milioni di dollari l'anno, ridicolo se paragonato a quello del Whale Watching tre volte più consistente).

Bisogna chiedersi quindi: cosa c'è dietro tutto questo? Se è vero che i Giapponesi non mangiano regolarmente carne di balena, chi ha davvero interesse a portare avanti questo commercio a livelli così rischiosi per l'ambiente?

Allo stesso tempo, facciamoci un esame di coscienza e cerchiamo di separare per un attimo il discorso "ambiente" da quello "etico".
Al pensiero di mangiare il mio cane o il mio gatto mi sento semplicemente disgustata, ma in Corea molta gente lo fa tranquillamente e in altri posti, quali la Tanzania, la gente non mangia aragoste o gamberi. In India, la maggiorparte delle persone non si ciba di bovini per motivi religiosi, ma non mi sembra che essi chiedano agli Stati Uniti di non consumare più hamburger ecc. nonostante sia interessante sapere che parte della Foresta Amazzonica sia stata disboscata anche per permettere gli allevamenti intensivi, e che le bestie che arrivano sulle nostre tavole non pascolano esattamente felici sui prati come ci fanno vedere gli spot in TV.
Tornando al Giappone, animali come il coniglio e il cervo sono trattati con particolare rispetto. Non mi sembra però che per questo motivo si permettano di suggerirci di modificare le nostre abitudini alimentari, tantomeno che ci additino come "Italiani divoratori di cervi e caprioli" diffondendo foto di questi animali a serio rischio di estinzione scuoiati e pronti per essere macellati e poi serviti nelle nostre tavole sul TG della sera. Vogliamo smettere di farci strumentalizzare e di additare gli altri solo perché riceviamo email a catena piene di dati che magari nemmeno capiamo o verifichiamo, casualmente poco prima di Pasqua?

Non crediate che in Giappone non abbia combattuto per sfatare diversi luoghi comuni sul nostro popolo. Tra l'altro io non mangio coniglio nè cervo nè tutto ciò che possa sanguinare davanti ai miei occhi... Eppure sono nata in una Terra dove è usanza comune mangiare carne di cavallo al sangue, pesce crudo tagliato mentre ancora si dimena e agnellini arrostiti per le feste. Anche se spesso non le condivido, credo che le tradizioni debbano essere rispettate e protette, chiaramente entro i limiti di rispetto ambientale, nonostante siano essi di difficile regolamentazione così come lo sono i margini di sfruttamento che le bestie subiscono da sempre da parte dell'uomo.

April 28, 2007

私と昇る朝日。Il Sol Levante ed io.

 初めて、日本のことに気がついたのは6歳ころのことだった。カルニヴァルの祭りの時に母が髪を結ってくれて、自分の化粧品で私の顔を化粧してくれ、素敵な着物を買ってくれたのだった。しかし、アニメの中で見た文字の動きので、その先より気がついたものだと思う。好きなプッチーニのマダマ・バタフライを聞いたり、ジャポニズムに影響されたクリムトの芸術を勉強したり、また、仕事や色々な機会などで、だんだん日本と日本文化に興味を持つようになった。
 特に、私のサルデーニャ島と太平洋の列島-日本が類似関係にあるのを発見した時の驚きだった。たとえば、その類似関係のひとつとに、サルデーニア語は文法も発音も日本語のそれととっても似ていることだ。友達の話によると、1994年から早稲田大学で教えている菅田先生によって完成したサルデーニア語と日本語の辞書があるそうだ。菅田先生が初めて、フィレンツェ住在のイタリア留学生として、サルデーニャへ行ったのは1964年のことだ。菅田先生によると、日本人は閉鎖的な国民なので、サルデーニャ人とはとても違っているそうだ。でも、私の日本留学からすると、日本人ももてなしがうまい国民だと思うし、また植民地(化)政策に反抗したサルデーニャ人の閉鎖性が良く分かる。
 サルデーニャは牧畜地方だと言われる。確かに農業と牧畜業は大切にしなければならないが、海の資源も多くて、植民地(化)制度政策はサルデーニャ人に反抗されたとはいえ海岸地帯に住みながら、今世界中で有名な製品がますます輸出されている。その中に、4月の終わりから6月の初めまで、500年間からサルデーニャの海に鮪の漁業がある。ほとんどの鮪は72時間以内日本へ輸出されていて、さしみなどとして食べられている。その上、日本で生産される鱲子(カラスミ)ととてもよく似ているボッタルガと言う製品も有名だ。また、サルデーニャ料理の基本的な材料は鰻だ。1386年の古い資料の中に、鰻とボッタルガについて書かれてある。
 要するに、サルデーニャと日本の関係が色々あるが、またインターネットで調べてみる、この特別な話を知り、もう一度驚いたことがあった。去年の夏、「篠原(しのはら)がくじ」という横浜出身地の政治学者はサルデーニャ語と畜産業を学ぶためにヌッリと言うサルデーニャの小さい村で住んでいた。 サルデーニャ歓待に献身的な手伝いで答え、サルデーニャチーズと習った畜産業を日本へ輸入したいと言った。今、「切れ長の目をしている牧者」と言われる。
篠原さんのようなサルデーニャが好きな人を心から感謝する。
 この簡単な調査をもとに、皆さんに私の心に同居している島の関係を伝えることができたら嬉しい。

La prima volta che ho preso coscienza del Giappone avevo circa 6 anni.
Accadde quando la mia mamma, per carnevale, mi comprò un bellissimo vestito da geisha. Ricordo ancora che mi acconciò i capelli in uno chignon morbido e mi truccò con il suo make-up profumato.

Ma nella mia mente il Giappone era già presente per via di quelle strane scritte che comparivano durante le puntate dei miei cartoni animati preferiti - in particolare quella che ne siglava la fine, una sorta di "CCV" tutto rovesciato (つづく). E continuò ad esserlo quando mi appassionai all'opera grazie alla Madama Butterfly di Puccini, o quando studiai come Le Japonisme contaminò uno dei più grandi artisti dello scorso secolo, Gustav Klimt.

Negli anni il mio interesse verso il Sol Levante è via via aumentato fino a sfociare in una vera e propria passione, grazie anche a diverse esperienze lavorative e non che mi hanno portata a stretto contatto con questo popolo gentile e discreto, e che ho sempre sentito molto vicino al mio ideale di civiltà.

Ciò che mi ha particolarmente sorpreso è stato il progressivo riconoscere e identificare le diverse relazioni tra la mia terra, la Sardegna, e quell'Isola così lontana ai confini del Pacifico, che da sempre mi attira. Tanto per dirne una, basti pensare alla struttura grammaticale. Se infatti traduciamo letteralmente una frase compiuta dal giapponese all'italiano, verrà fuori un periodo dalla struttura molto vicina a quella sarda.
Inoltre, grazie alla segnalazione del mio caro amico Tore, ho scoperto che dal 1994 esiste un dizionario nugoresu-giapponesu-italianu, opera del Prof. Shigeaki Sugeta, che impartisce lezioni di sardo agli studenti di linguistica romanza della Waseda University di Tokyo. Sugeta Sensei ha conosciuto la mia Isola nel 1964. Allora viveva a Firenze, dove studiava italiano grazie a uno scambio universitario. Fece un viaggio come turista e si innamorò della mia Terra. Nonostante egli non trovi particolari analogie tra queste due Isole, definendo i giapponesi una popolazione molto più fredda e chiusa rispetto ai sardi, nella mia modesta opinione e in seguito al mio soggiorno in Giappone, posso affermare che in fatto di ospitalità i Giapponesi non hanno davvero nulla da invidiarci. E la chiusura che il Professore non ha riscontrato nel popolo sardo è invece ben rappresentata dalla resistenza che i Sardi hanno opposto nei secoli verso i colonizzatori.

È inoltre errato pensare che la Sardegna sia una terra che vive esclusivamente di pastorizia. Anche se i prodotti agricolo-pastorali sono molto importanti, i nostri mari sono pescosi e, nei secoli, diverse popolazioni si sono stabilite nelle nostre coste, non riuscendo ad intaccare l'entroterra, dando così origine a nuove e importanti lavorazioni oggi famosissime in tutto il mondo.
Una di queste è la pesca del tonno. Proprio nei mari della Sardegna, e più precisamente presso le tonnare del sud-ovest (Carloforte e Portoscuso), attive da circa 500 anni, da fine aprile ai primi di giugno si ripete questa antica tradizione. Gran parte dei tonni pescati in Sardegna vengono esportati in Giappone, e consumati entro 72 ore dalla cattura. La parte ventrale del pesce, la più ricca di grassi, è molto apprezzata sulle tavole giapponesi sotto forma di sashimi. Un'altra importante lavorazione è quella della bottarga, detta anche il caviale dei sardi. Sembra siano stati i fenici i primi a salare e stagionare le sacche ovariche dei muggini, pesce altrimenti poco prelibato. E in Giappone, in maniera simile, da secoli si lavora il karasumi.
Cercando su internet, ho scoperto che già in un documento del 1386 si parla di una nave corsara catalano - aragonese che cattura un veliero mentre esce dal porto di Oristano, carico di "anguilla salada e bottarge". Come in Giappone, infatti, l'anguilla è parte integrante della tradizione culinaria sarda.

E, sempre tramite la Rete, sono venuta a conoscenza del fatto che in Sardegna sono stati ripetuti diversi tentativi di introduzione, a scopo di allevamento, della vongola verace giapponese Tapes philippinarum, specie affine alla vongola verace autoctona (T. decussatus). Nel complesso, i risultati ottenuti sono stati sicuramente inferiori alle attese. Unica esperienza di allevamento è, infatti, quella condotta da qualche anno nella laguna di Corru Mannu, nei pressi di Arborea.

Per concludere, la più grande scoperta in assoluto è stata questa. La scorsa estate Shinohara Gakuji, trentaduenne di Yokohama e dottore in Scienze politiche da dieci, è stato ospite in Sardegna in una piccola azienda biologica nei pressi di Nuoro, per imparare la lingua e apprendere l'arte della pastorizia sarda. In cambio ha offerto le sue braccia e la sua dedizione a un mestiere antichissimo, che Shinohara san vorrebbe un giorno importare in Giappone insieme al formaggio biologico di Nurri. È già stato soprannominato "il pastore dagli occhi a mandorla".
A lui e a tutti coloro che amano la mia Terra, spesso trascurata dagli stessi Sardi, va il mio più profondo rispetto.

Con questa modestissima indagine ho voluto raccontarvi qualcosa di me, mettendo a confronto le due Isole che mi attraggono ai capi estremi del mondo, e che convivono da sempre nel mio cuore.


April 10, 2007

春になると。。。Benvenuta primavera! *^_^*

皆さん、今度はあまり伝統的のないイースターの昼ご飯を楽しみに作ったんですね。
イタリア人の習慣からすると、イースターにお魚や野菜を食べるのはおかしいと思っているのも無理ではありませんが。。。鐘つきが聞こえて、お天気がとても良かったので、素敵なイースターを過ぎました。*(^_^)*


Quest'anno mi sono divertita a preparare un pranzo pasquale davvero alternativo. Non me ne vogliano i tradizionalisti, ma a casa mia a Pasqua non si mangia carne e il menu era tutto a base di pesce fresco e verdure. Una giornata splendida e soleggiata, con le campane che hanno reso l'aria davvero festosa :)

Antipasti:
Avocado ripieno di cocktail di gamberi
Alicette marinate
Pinzimonio tricolore
Bruschette con pachino
Formaggi misti
Rustico ricotta e carciofi

Secondi:
Spigola al cartoccio
Spiedini di pesce (gamberone, spada, salmone, calamaro)
Calamari alla griglia
Funghi e pannocchie arrosto

Vini:
Cerveteri bianco Nova Caere
Trebbiano d'Abruzzo Casal Thaulero
Aragosta S. Maria La Palma

March 24, 2007

合気道。Dimensione Aikido. Due ore di viaggio in un mondo parallelo.

冒険旅行のような好機を捉えて、ダミコさんの富士本先生の合気道のステージに参加した。ディジカメを持っていて、しんとして畳の回りを歩きながら同じ目的を持っている150人の活力にびっくりされた。忘れられない。


Questa volta ho colto la palla al balzo e mi sono unita al mio caro amico D’Amico san in un’avventura senza precedenti: uno stage di Aikido condotto da Fujimoto Sensei.
Armata di dijikame mi sono mossa silenziosa ai bordi del tatami, cercando di cogliere attimi e particolari, coinvolta da profondi silenzi e sorpresa dall’energia che emanano 150 persone unite dallo stesso obiettivo. Esperienza indimenticabile.

February 24, 2007

イタリアでの日曜日は楽しい。


毎日の生活は朝から晩まで大変忙しいので、料理を作る機会があまりない。いつもは外食をしているが、日曜日は時々掃除などのあとで、シャワーを浴びてからゆっくり時間をかけて昼ご飯を作っている。
食事を作ってあげるのが大好きなので、先週の金曜日9人の友達を招待電話をした。土曜日は朝早く起きて、この近くの市場で生野菜や魚やパンなどを買ってから家に帰った。夜はいつも遅く帰るので、帰宅の途中でウインドーショッピングしかできないので、セールが終わらならないうちに、コートを買いに行きたいと思っていた。だから、土曜日の12時にパッチさんとトラステベレ駅で待ち合わせることになって、一緒にパルコ・レオナルドと言う有名なデパートへ行った。
このうちに引っ越しして以来、日曜日は朝食をしてからガーデニンができるようになった。でも、この前の日曜日は友達9人と昼ご飯を一緒に食べる予定だったので、ガーデニングを早目に終えて、食事の準備をゆっくりした。
まず野菜を良く洗って、ピンツィモニオと言うオートブルを作った。次にゆでたえびとソースを混ぜて、エビカクテルを作ってから焼き魚の準備をした。友達のサンドロさんはバーベキュー料理が上手なので、私が焼き魚の準備をしている間、炭火をおこすことになった。
イタリア人は日本人に対して、食事を遅くするので、友達は午後の1時ごろから来始めた。みんなが赤いワインを持って来たので、オートブルを食べ終えたごろ、少し酔っぱらってしまって、パーディーがにぎやかになった。
二月なのに、春のように暖かい日が続いている。みんなは食事をしながら、色々な話をした。ワインを飲んだり、ローマの素敵なお空を見たりしているうちに、5時過ぎになった。
帰宅する前に友達に「できるだけ、もう一度ご招待ください」と頼まれたが、仕事は凄く忙しくなったので、2月中もう一度日曜パーディーができるかどうかまだ分からない。
大変疲れたが、友達と一緒に楽しみにしている。

Nella vita di tutti i giorni sono sempre così impegnata che difficilmente riesco a trovare l'occasione per dedicarmi alla mia passione per l'arte culinaria. Durante la settimana pranzo spesso fuori, ma la domenica, dopo aver sistemato la mia casetta esplosa, qualche volta mi prendo un po' di tempo e mi diverto a cucinare.
In realtà ciò che mi diverte di più è cucinare per gli amici. Così la scorsa settimana ho deciso di invitare 9 amici a un barbecue domenicale. Sabato mattina mi sono alzata presto e sono andata al mercato vicino casa: pesce fresco da grigliare, verdure invitanti e pane appena sfornato per gustose bruschette. Poi, verso le 12, mi sono incontrata a Stazione di Trastevere con la mia amica Patty, destinazione Parco Leonardo, con l'intento di comprare un bel cappotto prima che finiscano i saldi.

Da quando mi sono trasferita nella mia nuova casetta la domenica mattina, qualche volta, dopo una ricca colazione mi occupo piacevolmente del mio terrazzo fino a tarda mattinata. La scorsa domenica, in vista del pranzo, ho finito presto con le mie piantine e mi sono dedicata ai preparativi per il barbecue.
Prima di tutto ho pulito le verdure e preparato un bel pinzimonio; nel frattempo che ho lessato i gamberetti per il cocktail e pulito il pesce da grigliare, il mio amico Majime, un vero re del barbecue, ha preparato una fantastica brace.
Gli italiani, rispetto ai giapponesi, mangiano davvero tardi. I miei amici si sono infatti presentati alla snocciolata dall'una in poi, ciascuno recante una bella bottiglia di vino. Tant'è che dopo l'antipasto eravamo già tutti un po' brilli :)
Nonostante sia Febbraio fa caldo come se fosse primavera. Così abbiamo piacevolmente chiacchierato e ammirato il bellissimo cielo romano, e senza che ce ne accorgessimo si sono fatte le 5.
Prima di andare via, mi hanno chiesto tutti quando avremmo potuto ripetere questa piacevole esperienza... Ma sono così presa da lavoro che non so se riuscirò a organizzare dinuovo entro l'arrivo della primavera... :(
Nonostante mi sia stancata tantissimo, non vedo l'ora di riorganizzare un bel barbecue in terrazza e trascorrere ancora delle ore liete e spensierate!