Apriamo con cautela la porta blindata. Premo l'interruttore e la luce si accende.
March 11, 2011
Ultima parte.
Il terremoto dentro.
Mi dirigo a passo deciso verso i sedili azzurri in mezzo alla piattaforma e prendo posto.
Accanto a me una vecchina in kimono che sonnecchia e due ragazze che cinguettano.
Sono in piedi dalle 6 e non vedo l'ora di arrivare a casina, farmi una bella doccia calda e mangiare magari un po' di sushi, oggi me lo merito in fondo.
Un fastidioso ronzio invade l'aria e la vecchina accanto a me apre gli occhi.
"Jishin. Jishin da!" esclama. Il terremoto.
Tutto intorno inizia a vibrare. I pannelli pubblicitari sbattono sulle piastrelle e cominciamo ad avvertire il senso di vuoto.
L'aria è pesante e il pavimento oscilla, impossibile stare seduti, impossibile alzarsi in piedi.
Avvertiamo il sospiro del mondo che si muove sopra di noi, impotenti. La scossa è infinita e non accenna a fermarsi.
Sono sottoterra, paradossalmente abbastanza al sicuro, e il mio pensiero corre immediatamente al 15° piano di un grattacielo vicino Shinjuku. Trascorrono forse più di due minuti prima che riusciamo a muoverci.
Afferro il telefonino che si spegne tra le mie mani. Ieri notte ero troppo stanca e ho scordato di metterlo in carica.
Gli altoparlanti confermano una violenta scossa e invitano alla calma.
Tutto mugola, cingola, vacilla.
Ci dirigiamo tutti lentamente verso il piano terra, sorpresi e storditi.
Il silenzio è impressionante. Sappiamo tutti cosa è successo là fuori ma prendiamo tempo per rendercene conto.
Man mano la gente si raggruppa verso i tornelli, ci scambiamo informazioni e monetine tra sconosciuti.
Davanti a due telefoni pubblici si forma una piccola coda. Nessuno ottiene risposta dall'altro capo del filo.
Un'altra scossa, violenta, ci riporta attenti. Mi aggrappo alla balaustra d'acciaio per non cadere.
Attendo paziente in fila per poter chiamare; la voce metallica risponderà anche a me la stessa cosa.
Nel frattempo arriva un treno che scarica decine di persone ammutolite.
Ragiono sul da farsi.
Sono sola in pieno centro a Tokyo, cellulare scarico, il corpo indolenzito.
Devo assolutamente ricaricare la batteria del cellulare.
Decido di uscire all'aperto per farmi un'idea della situazione. La terra trema ancora.
Intorno a me migliaia di persone in giacca e cravatta, alcuni indossano caschi bianchi protettivi.
Le macchine intasano le strade, nessun rumore di clacson. Il panico è ordinato e pulito.
Mi informo e inforco la strada per il negozio Softbank più vicino, un km a sud est.
Lungo il marciapiede cenni di vetri rotti arginati da transenne rosse, gruppi di persone in abito o in divisa.
Turisti sperduti con grosse valigie e le maniche corte, i volti infuocati dalla stanchezza e dallo spavento.
D'istinto cerco il mio viso nella vetrina del negozio accanto.
Finalmente raggiungo il negozio Softbank e connetto il mio cellulare alla presa di corrente.
Appollaiata su uno sgabellino bianco aspetto con pazienza che riprenda vita.
Nel frattempo, impossibile telefonare o spedire sms.
La radio del negozio trasmette le prime sconcertanti informazioni. Qualcuno si accascia nei divanetti bianchi, altri cercano di connettersi a Internet mentre tutto continua a tremare.
Internet!
mi viene in mente Facebook, magari mio marito è riuscito a postare qualcosa.
Ma il traffico dati è pazzesco e la pagina non carica, ho ancora troppa poca batteria.
Mi accorgo anche di avere una fame pazzesca, devo anche andare in bagno.
Da qui posso tornare a piedi al lavoro, e magari chiedere di usare il telefono della manager room.
La batteria è al 50%, no meglio caricare qualcosina in più... 57%, può andare.
Stacco tutto, ringrazio sentitamente il personale e corro, corro.
...continua
July 01, 2009
Ri-evviva gli sposi! :)

Lunedì 29 giugno io e Yuichiro ci siamo "risposati" presso il nostro Comune di residenza a Tokyo.
È stato incredibilmente facile: basta compilare un modulo con i dati di entrambi e allegare alcuni documenti (nel mio caso, in originale più traduzione)... Ci veniva da ridere per la semplicità di questa operazione, se pensiamo a quanto abbiamo tribolato in Italia! :)
Al Comune era pieno di gaijin, tra l'altro abbiamo incontrato un'altra coppia italo-nipponica istituzionale (lui italiano, lei giapponese) con un bimbo bellissimo.
Le pratiche burocratiche non sono ancora finite, ma in Giappone è quasi un piacere recarsi a fare i documenti, data la gentilezza del personale e la velocità con cui si sbriga il tutto.
Per festeggiare abbiamo appeso nel genkan di casa il bellissimo tenugui ricevuto dai nostri carissimi G&K e cenato a casina con cucina italiana e champagne.
Piuttosto, le terribili piogge che stanno affliggendo il nord del Giappone pare che si sposteranno presto verso il sud. Yuka-chan guarda tutte le mattine dalla finestra con la speranza che si possa uscire senza ombrello, ma dovremo aspettare ancora un bel po'...
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June 30, 2009
Piove, piove, piove...

In Giappone siamo in piena stagione delle piogge.
Piove così tanto che è quasi inutile stendere il bucato.
Secondo mio suocero a metà luglio tutto ciò verrà sostituito dal caldo afoso che ogni estate tedia l'arcipelago nipponico; quasi quasi è bene godersi tutta questa abbondanza d'acqua finchè si può ^^ Tra l'altro io e Yuka-chan siamo in fase di completamento del trasloco, e non abbiamo troppo tempo di andarcene in giro. Poco male!
Visto il clima non proprio estivo, io e Yukina domenica a pranzo ci siamo concesse un fantastico piattone di Gu-ramen e gyoza (tagliolini all'uovo in brodo e ravoli cinesi alla piastra). I più affezionati avranno già notato la nuova tenuta estiva della mia piccolina, che a breve riceverà una bellissima torta in vista del suo compleanno (stay tuned...)
June 26, 2009
April 01, 2009
Yuka-chan e la sua prima neve.
Per la gioia di tutti i fan, ritornano le avventure di Yuka-chan ^^
Poco prima di Natale, io e la mia piccolina ci siamo concesse un piccolo viaggio tra le montagne innevate al confine tra la Prefettura di Nagano e quella di Niigata.
Munite di Japan Rail Pass, siamo salite sullo Shinkansen e, in solo un'ora e mezza, abbiamo raggiunto la città di Nagano.
In soli 10 minuti di bus siamo arrivate in cima alla città, dove abbiamo pranzato con un ottimo sansai teishoku, menu fisso a base di gustosissime verdure e riso di montagna.
La città è dominata dal meraviglioso complesso del Zenkō-ji, antico Tempio buddista famoso per le storiche battaglie del quindicesimo secolo.
La mia gattina e io, prima di entrare nel Tempio ci siamo lavate le mani.
Per poi goderci lo spettacolare complesso, gremito di turisti (pochi gaijin ma molti locali), complice anche una spettacolare giornata di sole e cielo dal colore indescrivibile.
Per tornare giù a valle abbiamo percorso a ritroso la 参道、la via per il Tempio, costeggiata da innumerevoli e deliziosi negozietti di cibi tipici e artigianato. Yuka-chan ha provato anche i tipici calzari del luogo, che ben si abbinavano ai colori del suo kimono indossato per l'occasione.
Il giorno successivo ci siamo spostate un po' più a nord, per fare visita al meraviglioso complesso del Togakushi.
Si tratta di un'area sacra scintoista dedicata al Dio della forza e dello sport, Ameno-Tajikarao. La leggenda narra che, proprio in questo luogo, sia custodita la grande pietra che chiudeva la caverna in cui si nascose la Dea Amaterasu, rimossa dalle possenti braccia del Dio Ameno-Tajikarao.
Per visitare il complesso, suddiviso in tre Santuari, si percorre un immenso viale di circa 2 km, costeggiato da spettacolari alberi secolari e un'immensa foresta. Dopo aver coperto la prima parte del percorso, un lungo viale rettilineo, si raggiunge la prima tappa, dalla quale mancheranno circa 900 metri di ripide e scoscese scalinate prima di potersi dedicare alla preghiera al Togakushi Okusha.
Finalmente troviamo i due classici komainu che fanno la guardia all'ultimo santuario. Yuka-chan non perde l'occasione per una foto ricordo con il suo nuovo amico^^
Ed eccoci finalmente in vista del tetto del tanto ambito Togakushi Okusha, dove ci fermiamo a pregare e ad ammirare il meraviglioso panorama che si perde tra distese sterminate di alberi altissimi e tanta, tanta neve.
January 27, 2009
Melasì. Non tutta la grandine viene per nuocere ^^
Foto www.melasi.it
Oggi al supermercato ho acquistato tre mele golden a 70 centesimi. Tutte.
Grosse, succose, croccanti. Con qualche piccolo neo, dovuto alle recenti incredibili grandinate.
Se consideriamo che in Giappone le mele partono dai 200 yen (attualmente 1.50 euro circa) l'una...
Italia 1, Giappone 0
January 21, 2009
Yuka-chan e i suoi primi 3 mesi in Giappone (seconda parte).
Data la meravigliosa accoglienza ricevuta al suo arrivo, la piccola Yuka-chan sì è presto ambientata nel Paese del Sol Levante. Non è però riuscita a sconfiggere subito il jet-leg, crollando addormentata durante i nostri spostamenti in metropolitana.
Il suo primo mese lo ha trascorso a casa della piccola Fujiko-chan, la micia della mia migliore amica giapponese ViviRoma-chan.
Mentre io e Vivi correvamo per tutta Tokyo, le due micine si sono divertite come matte e ne hanno combinate di tutti i colori. Una sera le abbiamo trovate in pieno relax mentre si facevano una facial mask :D
Durante il weekend e nei giorni liberi le abbiamo portate a spasso per matsuri e festival vari. Non è stato difficile, dato che in tutte le stagioni Tokyo è ricca di eventi spettacolari e, soprattutto, gratuiti.
Il nostro matsuri preferito è quello che si tiene al Senso-ji di Asakusa dalla seconda metà di ottobre a fine novembre, così non abbiamo perso l'occasione di recarci in visita al Tempio insieme alle nostre gattine.
Il mese di ottobre è trascorso sereno, sotto un meraviglioso cielo azzurro che prende il nome di akibare (letteralmente "sereno d'autunno), che ci ha accompagnato per tutto il mese di novembre durante i nostri weekend fuori città. Ma questo è un altro post ;)
...continua...
Questo post è dedicato alla cara Alessandra che donerà presto ai suoi bimbi un piccolino della linea Mami & Friends.
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January 18, 2009
Yuka-chan e i suoi primi 3 mesi in Giappone (prima parte).
A pochi giorni dalla partenza siamo andate a trovare Tiddy, il superlativo micio di The City.
Tra i due è nata subito una bella amicizia... chissà che cosa si sono detti!!!All'aeroporto ci hanno accompagnate i nostri carissimi Tore & Chiaki.
Eccola qui in posa con il nostro biglietto JAL, superfelici di aver beccato l'upper seat come il nostro fratellino Nicola.
Dopo circa 12 comodissime ore di volo, siamo salite sul Narita Express che ci ha portato puntualmente a Shibuya per le 19.34.E questa è stata la nostra prima cena a Tokyo: sushi e champagne rosè ^^
...continua...
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November 16, 2008
Lontano dalle mille luci di Tokyo.
Durante il ponte della Festa della Cultura, che ci ha permesso di inanellare ben 3 giorni (in realtà due e mezzo) di vacanza, io e Yuka-chan siamo state a fare un giro nella Prefettura di Chiba.
La mattina ci siamo svegliate con il canto degli uccellini e il profumo di tatami. Pensando di sognare ancora, abbiamo fatto scorrere la finestra di carta di riso e fuori c'era davvero un paesaggio diverso.
Tra le cose che mi piacciono di più del Giappone, c'è la naturale convivenza di due mondi davvero estremi, e per saltare da uno all'altro basta prendere un treno regionale.
Insomma, nessun fiume di persone che a passo cadenzato si precipita negli inferi della stazione, nessun viaggio schiacciata tra i corpi di decine di estranei, con gli occhi chiusi e in attesa dell'annuncio della tua fermata. Solo il silenzio della campagna, la bellezza di una camelia tutta in boccioli e un cielo blu sfilacciato di nuvole. Qua e là qualche tocco di rosso, in attesa del pieno momiji (il cambio di colore delle foglie, tanto amato in Giappone).
Basta allontanarsi di poco da Tokyo per ritrovare il mare con i suoi veri colori.
Come nella mia Isola di origine anche qui i porti sono modesti, incastonati nel blu del cielo che si fonde con il mare. Queste due foto sono scattate nel porto di Choshi, la punta est della Prefettura di Chiba.
Dal duro lavoro di tante persone, ogni giorno le rive strabordano di pesce freschissimo che finirà nelle tavole di esigenti gourmet.
E il sapore del pesce appena pescato è tutta un'altra cosa. Me n'ero quasi dimenticata, abbagliata dalle bellissime confezioni di bento che ogni giorno adornano la mia pausa pranzo.
Ma il vero sapore del mare è tutta un'altra cosa.
October 17, 2008
Aggiornamenti dal Sol Levante ^^

Come molti di voi già sapranno, per un po' di tempo io e Yuka-chan vivremo in Giappone.
Per la mia gattina è la prima volta, ma essendo stata creata dalle abili mani di una giapponese capisce tutto perfettamente e si è subito ambientata ^^
Qui sopra la vedete ritratta mentre qualche giorno fa guardava incantata le insegne luminose dal finestrino del Narita Express, la sera del nostro arrivo.
Ed è stata subito abituata bene, con un'accogliente cena a base di freschissimo sushi di stagione e superbo champagne rosè...
Ma la sorpresa più grande è stata un'altra.
Appena arrivata a casa, ha infatti incontrato una gattina dolcissima, alta ed elegante proprio come la sua mamma Vivi-chan. Si chiama Fujiko-chan e, così come la sua mamma fa con me, è sempre pronta ad ascoltare la mia Yuka-chan e a starle vicino in tutti i momenti, che siano essi tristi o felici.
Ormai sono davvero inseparabili e guai a non portarle tutte e due quando si fa qualcosa di speciale. Eccole qui sotto mentre respiravano i fumi benefici di un famoso Tempio di Tokyo, dove fino al 25 Novembre si succederanno una serie di eventi fantastici, tra i quali il 20esimo anniversario del Tokyo Jidai Matsuri.
Quasi quasi vi proporrei un piccolo quiz. Qual'è il nome di questo famosissimo Tempio?
Un bacino speciale da Yuka e Fujiko a Mario di Japan Loverz, che oggi è un po' imbronciato ^^
Eccole qui mentre si fanno insieme una facial mask... :D
August 19, 2008
Buon viaggio, Nico-chan☆
Oggi con Yuka-chan siamo andate a salutare il nostro caro Nicola, in partenza per il suo secondo viaggio in Giappone ^^
La sua valigia era pesantissima! Secondo Yuka-chan, Nicola ha portato troppi regali (tra i quali anche i nostri... eheh... )Per fortuna non gli hanno detto niente ed è partito senza problemi :)
Buon viaggio Nicola e salutaci Shiho-chan!!!
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August 07, 2008
Geiko per un giorno. Ricordi giapponesi, 3° puntata.
[continua dal post precedente].
La visita ci porterà via almeno un'ora, così decidiamo di riposarci e pranziamo nei dintorni.
Più che per le sue fortificazioni, questo castello è noto per le meravigliose pareti interne dipinte dai pittori della scuola Kano, divenuta famosa dopo il 1500 per le sue raffigurazioni paesaggistiche e le scene in tradizionale stile cinese (la foto è di M-san, che ringrazio di cuore! io non avrei mai potuto trasgredire e fotografare l'interno del castello^^). La mia amica mi fa notare che il pavimento sotto i nostri piedi scalzi scricchiola producendo un rumore che ricorda il verso dell'usignolo. Con questo stratagemma nel castello era difficile introdursi di notte senza rivelare la propria presenza. Il giardino del castello è curato nei minimi dettagli e se si osserva con attenzione si può scorgere la presenza di omini nascosti tra i cespugli che in religioso silenzio e protetti da tute e maschere contro gli insetti estirpano erbe indesiderate e raccolgono gli aghi dei pini.
Dopo questo tuffo nel Giappone feudale, saliamo su un bus in direzione Kinkaku Ji, noto a tutti come il Padiglione d'Oro. Durante le mie lezioni di giapponese, le mie insegnanti utilizzavano spesso foto di luoghi famosi, tra cui questo meraviglioso tempio. La sensazione è sempre quella di entrare in un dipinto, ogni cosa è perfettamente al suo posto e l'unica cosa che ti riporta alla realtà è la presenza delle altre persone. Non posso fare altro che scattare numerose foto per essere sicura di ritrarre al meglio questo tempio che sembra sospeso sull'acqua, cercando di includere i bellissimi rami dei pini che si insinuano nella mia visuale. Il tempio non si può visitare internamente, così ci rassegnamo a seguire il percorso obbligato nel parco che regala viste nuove e sempre incantevoli del tempio. Ci fermiamo a gustare un tè verde accompagnato da un dolcetto di stagione tra i pini e le chiacchiere dei turisti. Notiamo due bei ragazzi italiani che cercano animatamente di fare amicizia con delle ragazze giapponesi. Io e A-chan ci scambiamo un'occhiata e scoppiamo a ridere... Dopodiché guardiamo l'ora, sono già le 18 e decidiamo di tornare verso la stazione, domani ci aspetta un'intensa giornata a Nara e dobbiamo effettuare il check in in hotel entro le 20...
A Kyoto ci sono tantissime altre cose da vedere, per dirne una le famose rappresentazioni di teatro Kabuki. Quasi tutte le guide suggeriscono di partecipare alla cerimonia del tè proprio a Kyoto, oppure di passeggiare nella famosa Via dei Filosofi possibilmente in primavera. Purtroppo il tempo a mia disposizione è stato molto limitato, ma la prossima volta cercherò di includere anche queste esperienze, tra le quali la visita del Toji, il tempio che vanta la pagoda più alta di tutto il Giappone.
Fino a qualche anno fa tutto ciò per me era solo un sogno, potevo viaggiare in questi ambiti luoghi solo attraverso i libri e gli occhi degli altri. Ma solo l'esperienza personale può regalare certe emozioni. Qualsiasi posto del mondo sognate di visitare, vi auguro di andarci presto per poterlo portare per sempre dentro di voi.
August 06, 2008
Geiko per un giorno. Ricordi giapponesi, 2° puntata.
[continua dal post precedente]
Sono le 17 e dopo esserci rinfrescate decidiamo di sfruttare le 2 ore e mezzo a disposizione per fare una passeggiata in centro, la cena verrà infatti servita in camera alle 19.30.
Kyoto è luminosa e arieggiata, ogni angolo sembra curato ad arte e si ha l'impressione di entrare in una cartolina illustrata. Entriamo nel parco Maruyama attraverso un gigantesco torii di pietra. Il fruscio degli abeti e davanti a noi decine di lanterne bianche dipinte di rosso e nero, turisti stranieri che per leggere la sorte agitano scatole di latta ed estraggono bastoncini numerati. Usciamo da quella che in realtà è l'entrata del tempio e, costeggiando la Shijo Dori, ci muoviamo verso il centro di Kyoto.
Dopo 10 minuti di negozi di souvenir e profumo di cibo si apre davanti a noi il fiume Kamo, sagome di persone che brulicano controluce, ristorantini e case che si affacciano sull'acqua. Pieghiamo sulla sinistra e dopo poco ci infiliamo nelle stradine lastricate che ci riportano verso la ryokan. Attraversiamo giardini perfettamente curati e due komainu di pietra ci guardano dall'alto dei loro piedistalli, a difesa di un portale che nasconde un tempio Inari chiuso al pubblico.
Ci imbattiamo in una coppia di maiko che accettano di farsi fotografare accanto ai turisti.
Verso le 19.20 rientriamo nella ryokan, e dopo 10 minuti ci viene servita una delle cene più buone che ho gustato in Giappone: diverse specialità di sashimi, verdure, tofu, tenpura, ecc.
Dopo esserci rifocillate andiamo a fare il bagno, rito che per i giapponesi si compie la sera prima di andare a dormire. Dopo esserci strigliate e risciacquate a dovere ci immergiamo nell'acqua calda e attraverso le ampie finestre della stanza del furoo godiamo del panorama delle luci della città.
Al ritorno in camera troviamo due grandi e morbidi futon, dove ci infiliamo dopo aver visto un po' di tv.
Dopo una gustosa colazione a base di frutta fresca, consommé e una selezione di sashimi, il sabato trascorre sotto il sole visitando i meravigliosi templi della città, a partire dal Kiyomizu-dera che raggiungiamo dopo una mezzoretta di cammino rifiutando le offerte dei porta-risciò che gentilmente si offrono di accompagnarci. Hanno tutti il fisico asciutto e atletico e indossano dei particolari calzari che li fanno sembrare dei personaggi di fantasia. Questo antico tempio, costruito più di mille anni fa, si arrampica sulla montagna e ci aspetta una lunga scalinata costeggiata da lanterne di pietra, portali e piccole costruzioni con appese centinaia di tavolette votive. Dopo esserci levate i sandali entriamo nel tempio e ci mettiamo in fila per poter pregare. È il mio turno. Dopo aver espresso il mio ringraziamento, batto la grossa campana a rovescio. Mi risponde con un gong che riecheggia a lungo per tutto il tempio.
Dopo aver visitato il complesso scendiamo per le stradine alberate laterali e ripercorriamo la strada verso la ryokan. I negozi che la mattina erano appena animati ora sono affollati da una moltitudine di turisti e studenti in gita scolastica, alcuni di essi offrono assaggi di dolci, tè e altre prelibatezze. Ci fermiamo un po' qua un po' là per ammirare i prodotti esposti e acquistare souvenir. Ritiriamo i bagagli che ci hanno custodito gentilmente presso la ryokan, acquistiamo un pass giornaliero e ci avviamo verso la stazione centrale dove depositiamo le nostre valigie in un coin locker (armadietto dotato di lucchetto a tempo). Saliamo sul bus, prossima tappa castello di Nijo... [continua]
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August 05, 2008
Geiko per un giorno. Ricordi giapponesi.
Londra, agosto 2002. Con ancora il fiatone dopo aver corso per non perdere il treno, sprofondai nel morbido sedile di velluto viola e valutai se fare un pisolino oppure estrarre dalla borsa il mio nuovo libro, "Memoires of a Geisha". Ogni mattina eravamo in tanti a salire su quel treno delle 6 e 18, tutti più o meno assonnati e una dura giornata di lavoro davanti a noi. Ma io avevo i miei libri a tenermi compagnia, e da sempre le prime ore di sole sono per me le più dolci per sognare a occhi aperti e risolvere i rompicapo della mia vita. Optai per il libro e mi immersi nella lettura, le labbra rosse della copertina riflesse nel finestrino rigato da un paesaggio di mattoni rossi e cielo grigio fumoso, ogni tanto una banchina e dei visi nuovi. Mi immersi in un mondo sconosciuto e lontano e giurai a me stessa che un giorno sarei andata a Kyoto.
Tokyo, settembre 2006. È venerdì, sorrido e penso "thanks God it's friday".
Sono in Giappone, studio nell'accademia dei miei sogni e sto per salire su un treno superveloce chiamato Shinkansen. I miei genitori giapponesi mi hanno consigliato di non guardare troppo vicino dal finestrino, potrebbe venirmi la nausea. Ma con il pancino pieno dopo un teishoku menu (menu fisso) in un ristorantino della stazione di Shinagawa, sono in pace con il mondo e mi concentro per trovare il binario giusto. Niente di più facile in Giappone, dove tutto è scritto nel posto giusto e ben leggibile. Mentre aspetto il mio Nozomi Shinkansen delle 13.58 passa un fulmine sul mio binario e realizzo che sto per salire su un missile interplanetario.
Dopo circa due ore di viaggio una voce calma e suadente ci annuncia che stiamo per fermarci nella stazione di Kyoto. La stazione è nuovissima, luminosa e pulita, ai lati del grande corridoio caffetterie e negozietti vari, gente che si muove tra le vetrine e annunci in giapponese che riecheggiano nello spazio. Davanti a me le uscite elettroniche e la mia amica A-chan che sorride sotto un cappellino colorato e agita il braccio. Mentre ci avviamo verso l'uscita principale dalle grandi finestre traspare un cielo azzurro solcato da grattacieli e il nostro chiacchiericcio si mischia a quello della folla che si muove intorno a noi.
Rispetto a Tokyo la gente di Kyoto sorride e parla a voce più alta, le signore ridono con gusto e nell'aria c'è profumo di natura. Attraversando la città con il taxi mi rendo conto che i grattacieli intorno alla stazione sono solo un paravento che nasconde una distesa di casette dai tetti spioventi e stradine lastricate, a est montagne ricoperte di verde smeraldo.
Dopo aver percorso un lungo viale attraversiamo un ponte e capisco che stiamo entrando a Gion, quello che ancora oggi è famoso in tutto il mondo come il quartiere delle Geiko di Kyoto: qui nacquero le più famose case da tè giapponesi e dalla fine del sedicesimo secolo anche diversi teatri Kabuki, rendendo il luogo un paradiso dei divertimenti. Nell'immaginario occidentale, la "Geisha" viene purtroppo ancora vista come una semplice intrattenitrice del pubblico maschile; dopo l'invasione americana del Giappone, infatti, si definivano così le accompagnatrici dei quartieri di Tokyo. Con questo nome in Occidente si indica ancora adesso erroneamente la Geiko, che esprime invece la sua arte attraverso la musica, il canto, la danza e la conversazione. Ogni suo gesto deve rappresentare bellezza e armonia, e la Geiko lavora sodo per esprimere qualcosa di sublime anche nel semplice atto di versare una tazza di sakè.
Ma torniamo a Gion. Lasciata la via principale le stradine diventano pendii e davanti a noi si staglia la pagoda Yasaka, ciò che rimane di un tempio buddista una volta lì ubicato. La nostra ryokan (locanda) si trova poco più avanti, a due passi dal tempio Yasaka, nella zona est di Gion.
L'accoglienza è calda e festosa, si capisce subito che la conduzione è familiare, e anche il cagnolone che fino a un secondo prima sonnecchiava davanti alla reception viene a farci le feste. I proprietari sono incuriositi dalla strana coppia, soprattutto dall'occidentale che si rivolge a loro in giapponese; ci fanno qualche domanda discreta poi la signora ci accompagna nella nostra stanza. Il profumo dei tatami, un tavolino basso di ciliegio e dietro le porte scorrevoli l'ampia stanza da letto. Nell'angolo a destra è allestita una tokonoma, piccolo spazio che nelle case tradizionali giapponesi è dedicato all'esposizione di stampe o arrangiamenti floreali... [continua]
July 26, 2008
Japanese curry rice. Che delizia!
Oggi vi ripresento un post di circa un anno fa, quando nei primi giorni del mese di agosto mi è capitata la fortuna di poter gustare un delizioso curry rice giapponese preparato dalle sapienti mani della mia amica chef Chiaki.
Complice una serata non particolarmente afosa, tra chiacchiere serene e una bottiglia di vino fresco ci siamo gustate questa prelibatezza al chiaro di luna nella mia terrazza.
Questo piatto è stato introdotto in Giappone durante l'era Meiji, quando l'India era sotto il dominio britannico. Per questo motivo, in Giappone il curry rice viene catalogato come un piatto di origine europea e non asiatica.
La preparazione è un po' lunga ma semplicissima. Dopo aver fatto dorare in olio di semi le verdure (cipolle, carote e patate tagliate a tocchi) e la carne (a Tokyo si usa soprattutto carne di maiale, ma si prepara anche con manzo o pollo) in una pentola capiente e munita di coperchio, si aggiunge acqua e si fa bollire il tutto a fuoco basso per almeno 30 minuti.
Quando le verdure raggiungono la consistenza desiderata, si aggiunge il preparato per il curry (il cosiddetto roux, venduto in tavolette o in polvere; Chiaki ha usato quello della S&B, tra i più venduti) e si mescola fino a scioglimento completo per cinque minuti.
Nel frattempo si prepara il riso giapponese al vapore, che verrà poi servito insieme alla deliziosa salsa (generalmente il riso a sinistra e la salsa a destra) in un bel piatto capiente.
Armatevi di cucchiaio e... buon appetito! :)
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June 27, 2008
Una spiga in comune.

Grazie al meraviglioso blog di Comida de Mama, risorsa infinita di ricette ma anche di mille curiosità viste attraverso gli occhi di una vera cittadina del mondo, ho scoperto una nuova e interessantissima affinità tra le due Isole che da sempre convivono nel mio cuore.
Leggendo il suo articolo "Culurgiones e gyoza", ho realizzato che la tipica chiusura a spiga di grano dei culurgiones si assomiglia molto a quella dei gyoza, piatto nipponico (ma di origine cinese).
I culurgiones (letteralmente "calzoni") sono un tipo di pasta ripiena di patate e menta tipica dell'Ogliastra, dal sapore delicato e cremoso. Anche se qualche pastificio distribuisce nelle maggiori città dell'Isola, per mangiare quelli tipici bisogna fare parecchi chilometri nell'entroterra (ma ne vale la pena). La foto l'ho presta in prestito dal bellissimo fotobook di Ogliastra su Flickr.
I gyoza, invece, sono ripieni di carne di maiale, verdure e spezie. Potete ammirarli nel fotobook di Comida de Mama e trovate la ricetta dettagliata nel suo blog.
Inutile dirvi che sono golosissima di questi piatti, e mi è venuta pure voglia di cimentarmi nella realizzazione di entrambi (anche perché, a detta delle mie zie, se non imparo presto non trovo marito... eheheh).
June 21, 2008
5, 7, 5 - 7, 7. Il ritmo della natura nel tanka.

Wikipediaによりますと、「短歌は和歌一形式で、5−7−5−7−7の五句体の歌」だそうです。「記紀歌謡末期・万葉集初期の作品に成立し、古今を通じ広く行われ、長歌が作られることがなくなるにつれて、和歌といえば短歌を指すようになった」ということです。
5−7−5−7−7の五句体(31文字)の詩形は、その時代に盛んであった長い詩形との関連で呼び名が変わりました。例えば、奈良時代には長歌に対して短歌、平安じだい以降は漢詩に対して和歌、明治時代後半からは新体詩に対して再び短歌と呼ばれて、現在に至っています。一人称の詩形、私性の詩、と呼ばれるほど、作者の主体性が強い表現形式です。狂歌とは文体を同にしますが、定義では全く異なるものです。
7世紀後半から8世紀後半ころにかけて編まれた「万葉集」は日本に現在する最古の歌集ですが、昭和60年代には、都市文化を基調としたヴィジュアルな表現が登場しました。例えば、俵万智の「サラダ記念日」がミリオンセラーを記録して、短歌はそれまでの硬いイメージから開放されて、コピー言語のように読まれるようになりました。
日本人の友達の話では、俵万智の「サラダ記念日」のおかげで、日本人が伝統のある作詩法を再発見したそうです。しかし、万葉集の短歌と比較すれば、俵万智のが意味はもちろん、雰囲気も大変分かりやすくなって、現代の若い人によって新しい感覚のものまであります。
イタリアでは、短歌に似ている詩形がありませんけれども、韻を踏んだ詩が良く見られていて、最も複雑な規則に従って音楽的な感覚が必要だということです。例えば、ソネットの形式で良く分かります。11音節で作られた14詩句が集まって、2つの4行詩節と2つの3行詩節でソネットが作れます。韻も必要です。ABAB-ABAB-CDC-DCDの順序で伝統的なソネットができます。
私も短歌を作ってみました^^
走っても 時の流れが 変わらずに
いつものように 桜がさいた。
台風後 笑ってくれて 気持ちいい
見え隠れする 優秀の陰。
Circa un anno fa, con la mia cara Geme-chan ci stavamo divertendo a rovistare su internet tra le poesie d'amore e, all'improvviso, lei esclama: "Ti devo assolutamente presentare le poesie di Tawara Machi, sono certa che ti piaceranno!". Digita veloce sulla tastiera e trascrive tre bellissimi tanka in un foglietto a quadretti, che ancora custodisco gelosamente.
Durante una delle lezioni di lingua e cultura giapponese di quest'anno, beh, viene fuori proprio un brano sui tanka (antiche composizioni composte da 5 strofe, ciascuna di 5-7-5-7-7 sillabe giapponesi) e, sulla pagina del mio libro, a lettere fiammanti riconosco proprio uno dei tre tanka trascritti dalla mia Geme-chan. Difficile trattenere l'emozione...
Un po' per mia passione personale, un po' per l'affetto che mi lega a queste piccole e delicate composizioni (e poi perché mi toccava come compito a casa eheh) mi metto a fare una ricerca sul tanka (quel groviglio di kanji che vedete qui sopra, e che presto tradurrò per tediarvi per bene hihi).
Provo a scrivere qui di seguito la traduzione di qualche tanka, anche se è molto difficile riportare fedelmente il significato in italiano.
観覧車 回れよ回れ 想い出は 君には一日、我には一生
Kanransha / Mawareyo maware / Omoidewa / Kimi ni wa hitohi / Ware ni wa hitoyo
“Gira gira la ruota panoramica. Per te il ricordo di un giorno, per me quello di una vita.”
(preso in prestito dall'ultimo post di Vivi.Roma-chan)
何でもない 会話何でも ない笑顔 何でもないから ふるさとが好き
Nandemo nai / Kaiwa nandemo / nai egao / nandemo nai kara / furusato ga suki
"Quei discorsi e quei sorrisi senza troppi perché... Si, senza troppi perché amo il mio luogo natale. "
走っても 時の流れが 変わらずに いつものように 桜がさいた
Hashitte mo / toki no nagare ga / kawarazu ni / itsumo no you ni / sakura ga saita
"Corri pure, ma il tempo scorre indifferente. E, come al solito, i ciliegi sono fioriti."
台風後 笑ってくれて 気持ちいい 見え隠れする 優秀の陰。
Taifuu go / waratte kurete / kimochi ii / miekakure suru / yuusyuu no kage
"Ah, quel bel sorriso dopo la tempesta. E quella celata vena di malinconia".
(Dedicato alla mia 伴先生, che da 4 anni abita nel mio cuore^^)
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June 15, 2008
Una passione in più ^^

Cari tutti, da un po' di tempo sto trascurando il mio blog per vari motivi: il lavoro, lo studio del giapponese, la mia intensissima vita e... il mio nuovo blog :)
Proprio così, da circa tre settimane scrivo sulla mia amata Tokyo sul blog Zen and the City, in collaborazione con la mia carissima amica e partner creativa Stefania Campanella, che si occupa di recensire le meraviglie di New York in quanto amante della Grande Mela.
Venite a trovarci e lasciateci i vostri graditissimi commenti!!!
Vi copio di seguito la nostra presentazione...
Dai segreti del Lower East Side alle meraviglie del Kinkakuji, dall'improbabile Grey's Papaya all'inedito maccha au lait, dal bar di Harry ti presento Sally alle perle di Zatoichi, un viaggio per vivere emozioni autentiche anti-cliché.
Se vuoi andare a New York e cenare nel ristorante più trendy del momento o se cerchi le dritte per il tuo prossimo viaggio a Tokyo, benvenuto in Zen and the City, il primo blog che ti parla di due metropoli affascinanti, senza luoghi comuni.
Arte, cinema, gastromia e cultura. Puoi viaggiare con in tasca degli indirizzi preziosi o semplicemente entrare in questi due mondi – così diversi – solo con un click.
Have a good trip e いってらっしゃい。
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Claudia Casu
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March 20, 2008
昼と夜の長さが同じになる。Benvenuta Primavera ^^

Secondo i widget del mio Mac in questo momento a Tokyo ci sono 9° e piove a dirotto, a Shanghai 12° ed è nuvoloso, e il weekend Pasquale italiano sarà irrimediabilmente compromesso dal brutto tempo. Peccato!
Anche qui nella Capitale (13°) il tempo è tutto tranne che primaverile, anzi viene giù "che Dio la manda"... Ma vorrei comunque dare il benvenuto alla Primavera 2008 *^_^*
Cercando su Wikipedia, l'equinozio viene definito come "l'istante in cui il Sole raggiunge una delle due intersezioni tra l'eclittica e l'equatore celeste". Si tratterebbe quindi di un istante, più che di un giorno intero... ^^ Quello di oggi, Equinozio di Primavera, si è verificato alle ore 5.48.
In teoria, oggi la lunghezza del giorno e della notte sono equivalenti: significa che avremo 12 ore di sole e 12 di notte. Se non fossi impegnata a ricevere gli auguri di buon onomastico (ebbene sì, oggi è Santa Kazu) e a organizzare un Sayonara Party, penso che mi metterei a misurare :D
In Giappone oggi è Festa Nazionale (春分の日). Però il giorno dell'Equinozio di Primavera è variabile: l'anno scorso, infatti, si è festeggiato il 21 Marzo. Sempre secondo Wikipedia questo giorno viene dedicato alla visita dei defunti e alle riunioni di famiglia, ma in molti ne hanno approfittato per fare una bella passeggiata insieme ai propri cari, come il nostro Rob di Visioni Sakura dal Giappone. Comunque stasera la mia casa verrà letteralmente invasa da una ciurma di amici del Sol Levante, vedrò quindi di indagare e riportare qualche informazione più dettagliata.
PS. la foto dei sakura in fiore è in omaggio alla mia adorata Vivi-chan, alla quale auguro ogni bene e tanto successo con il suo nuovo lavoro e la sua nuova vita a Tokyo.


